Il cambio di gestore diventa più semplice e meno costoso

Il cambio di gestore diventa più semplice e meno costoso



Cambiare operatore telefonico o pay tv dal 1° gennaio 2019 sarà più semplice e soprattutto meno costoso.



l’Autorità garante per le comunicazioni ha approvato le linee guida che definiscono modi e costi di disdette e trasferimenti, come previsto nella legge sulla concorrenza del 2017.

«La norma stabilisce che le spese di recesso siano “commisurate al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall’azienda” e vieta le spese non giustificate »

«Chi chiude un contratto o cambia gestore oggi è obbligato a pagare alla vecchia compagnia dai 40 ai 60 euro. D’ora in avanti, invece, le spese di recesso non dovranno superare l’importo del canone mensile» spiega l’esperto.

 



«Le società non potranno più addebitare l’importo integrale, la penale dovrà essere calcolata tenendo conto di alcuni fattori, come il numero di mesi che mancano allo scadere della promozione: meno tempo manca, più l’importo dovrà essere basso. La cifra non potrà comunque superare la differenza tra ciò che l’operatore avrebbe incassato per l’intera durata dell’offerta, per esempio i 24 mesi, e le somme già incassate».

Se chiudi il contratto prima dei due anni potrai liquidare la somma restante in un’unica soluzione e non sarai più obbligato a pagare le rate fino alla scadenza.

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